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Presentazione di “Caterina”, libro di Mariano Lanza - Castello Lanza Branciforte di Trabia, 21 Gennaio.
Patrizia Di Piazza realizza dei Piatti in Ceramica Artistica Siciliana per l’evento

La storia di una crocerossina, ambientata nell’Italia della Grande Guerra è la trama di “Caterina”, ultimo libro di Mariano Lanza, la cui presentazione è prevista per Domenica 21 Gennaio, nella splendida location del Castello Lanza Branciforte di Trabia.


All’evento, che avrà inizio alle 17:45, interverranno i Professori Salvatore Brancato, Concetta Giamporcaro e Pietro Attinasi, gli Attori Emanuele Puleo e Claudia Barone; gli ospiti saranno allietati dalle Musiche della Compagnia Tango Disìu e Francesco Maria Martorana, con la Regia di Giusy Lo Piccolo; inoltre, l’Artista Bagherese Patrizia Di Piazza ha realizzato dei Piatti in Ceramica Artistica Siciliana, per celebrare la presentazione del Romanzo di Lanza.

 

E' prevista per Domenica 21 Gennaio 2018, la presentazione di "Caterina", ultimo libro di Mariano Lanza. Nella splendida location del Castello Lanza Branciforte di Trabia, Lanza illustrerà storia di Caterina, protagonista del romanzo omonimo,  una crocerossina che fortificata dalle avversità, abbandona il suo lato romantico, per affrontare la vita in modo più realistico. L'Artista Bagherese Patrizia Di Piazza ha realizzato dei Piatti in Ceramica Artistica Siciliana, per celebrare la presentazione del Romanzo di Lanza.


L’ultima opera letteraria di Mariano Lanza, edita da Edizioni Arianna nel 2017, narra le vicissitudini di Caterina, che fortificata dalle avversità, abbandona il suo lato romantico, per affrontare la vita in modo più realistico, dall’istante in cui ha lasciato che il suo uomo trascorresse da solo l’ultima sua notte di libertà prima di imbarcarsi per il fronte; a fare da filo conduttore è il complesso insieme di risvolti sociali causati dalla Prima Guerra Mondiale: l’evento che segna in maniera definitiva la fine della “Belle Epoque”, con il suo corredo di ottimismo e di fiducia nelle capacità umane, per inaugurare un lungo periodo di decadenza che avrebbe raggiunto il culmine con l’instaurazione dei regime nazista in Germania ed il successivo conflitto mondiale.


In questa serie di avvenimenti storici, vengono gettate le basi per quelle che sarebbero state le principali conquiste del movimento femminista dei decenni successivi: il suffragio universale, la parità di occupazione e di reddito, la rivoluzione sessuale; in pratica cambiarono per sempre i rapporti Uomo-Donna, grazie alla diffusione ed alla condivisione di un pensiero che mirava giustamente a rivendicare i diritti di tutte quelle donne che si videro costrette a sostenere lo sforzo bellico dei loro paesi, sostituendo i loro uomini, impegnati al fronte, nelle fabbriche, nei campi, nelle scuole, negli ospedali, negli uffici, alla guida dei mezzi pubblici ecc. continuando nello stesso tempo a svolgere le usuali mansioni domestiche: centinaia di migliaia di donne, sulle cui spalle, era venuto a cadere, per intero, il peso del mantenimento dei propri nuclei familiari.


Si verificò dunque una vera e propria rivoluzione sociale, in cui molte donne rese consapevoli delle proprie capacità, con coraggio e determinazione riuscirono ad affermare i propri diritti e a far riconoscere a tutte le donne tali diritti. In un mondo sconvolto dalla Prima Guerra Mondiale, nel quale si susseguono cambiamenti continui, si muovono i personaggi del romanzo di Lanza; molto suggestiva è in tale contesto la descrizione di Palermo: “Una Palermo resa ancora più bella da un redivivo arcobaleno che la stava attraversando per intero, da oriente verso occidente, con quella sua caratteristica transizione sfumata di colori che porta il rosso dell’arco esterno a diventare arancione, senza aver mai smesso di essere rosso, per poi sfociare nel giallo, che a sua volta si trasforma in verde, e poi ancora in blu prima di fluire nel violetto dell’arco più interno. Metafora di una città dai contorni sfumati, vaghi, imprecisi. Dove non vi é un confine ben delineato tra legalità e corruzione; dove é labile e sfuggente la linea di demarcazione che separa la dissolutezza dall'onestà, la depravazione dalla dirittura morale. Dove tutto può essere il contrario di tutto senza mai, per questo, rinunciare ad essere se stesso. Fornendo, a tutti, l’alibi necessario affinché tutto cambi, affinché nulla cambi. Affinché tutto rimanga come prima”.

 

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